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martedì 24 maggio 2011

Pirati moderni


“Oggi la pirateria rappresenta probabilmente la principale minaccia alla navigazione”, riferisce l’International Herald Tribune. Gli attacchi di pirati sono in aumento soprattutto nei mari del Sud-Est asiatico, a quanto pare perché in quella zona la vigilanza in mare è ridotta.

Questi mari, in cui si svolgono i più intensi traffici del mondo, forniscono lauti bottini ai pirati, che si pensa operino dalle diverse isole sperdute nel territorio. Per depredare le navi del loro prezioso carico i pirati sono ben armati e attaccano di notte con i motoscafi. Le autorità dicono che è difficile catturarli in mare.

Si possono acciuffare solo quando arrivano a terra e vendono la merce rubata.


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Violenza contro i computer

“Come vi comportate se il vostro personal computer non fa quello che volete?” chiede la rivista tedesca PC Welt, disponibile in rete. “Lo picchiate? Lo scaraventate fuori della finestra?”

Reazioni del genere non sono rare. In un’indagine a livello mondiale l’83 per cento dei 150 amministratori di sistemi informatici intervistati ha riferito casi di esplosioni d’ira e veri e propri episodi di violenza contro i computer.

Esasperati da uno scarico interminabile di dati o dal mouse che si inceppa, a volte gli utenti frantumano il monitor, danno pugni alla tastiera, scagliano il mouse contro il muro o prendono addirittura a calci il computer.

Anche se il computer incassa tutta la frustrazione dell’utente, spesso è proprio quest’ultimo la causa del problema. Per esempio, un’impiegata si infuriò con il proprio programma di posta elettronica perché non aveva inviato nessun messaggio. In seguito si scoprì che anziché digitare l’indirizzo E-mail, la donna aveva digitato quello postale.


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lunedì 23 maggio 2011

Violenza nello sport

  
“Gli stadi calcistici europei assomigliano sempre più ad antiche arene romane”, ha detto la rivista Time in un articolo sui tragici fatti di violenza accaduti lo scorso maggio tra tifosi inglesi e italiani durante la finale della Coppa dei Campioni europea, che hanno provocato 38 vittime. 

La violenza dei tifosi è un problema crescente anche in altre parti del mondo. In maggio a Pechino i tifosi cinesi sono insorti — fracassando autobus, rovesciando automobili e minacciando gli stranieri — dopo che la loro nazionale di calcio era stata eliminata dal campionato del mondo da quella di Hong Kong.

Perché i tifosi perdono il controllo di sé? Le autorità dicono che ciò avviene perché i tifosi sono poveri, frustrati e non preparati ad affrontare una sconfitta o un’umiliazione.

“Ma le considerazioni relative al ceto sociale o economico non sono le motivazioni principali”, ha detto il dott. Jeffrey H. Goldstein, un esperto nel campo della violenza nello sport. 

“È puro e semplice nazionalismo. In un’èra di comunicazioni istantanee la gente rende sempre più spesso gli avvenimenti sportivi internazionali questioni nazionalistiche, ed è istigata dal comportamento della stampa, dei funzionari sportivi, dei politici e degli stessi atleti”. 

Goldstein aggiunge che per i tifosi “gli avvenimenti sportivi internazionali sono divenuti il banco di prova per stabilire se un’ideologia è giusta o sbagliata”.

Anche se il nazionalismo può spingere molti tifosi alla violenza, ricordiamoci che è solo uno sport, divertiamoci quindi in compagnia perché la vita è bella ma anche piena di sofferenze.


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