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giovedì 3 novembre 2011

Ciao Super Sic!

                                                                                          

Ciao Super Sic!

Ogni giorno ci fermiamo per ricordare  non possiamo e non vogliamo dimenticarti,  hai lasciato un'impronta indelebile nei nostri cuori anche perchè una piccola parte di noi e venuta via con te.
Ma il tuo essere semplicemente Marco un ragazzo genuino, sincero e premuroso verso altri meno fortunati ci ha fatto capire quanto sia importante vivere in modo degno camminando a testa alta senza pregiudizi, e sapere che la sera quando ci addormentiamo abbiamo fatto tutto il possibile per aiutare il nostro prossimo ci permette di dormire serenamente preparandoci per iniziare un altro giorno con più grinta.
Il mondo dello sport ti ricorderà sempre ma anche tutti coloro che sono appassionati ai motori.
L’amore che si è visto attorno al tuo ultimo saluto non è stato solo una cosa spinta dai media o dal sentimentalismo, ma è stato il frutto di anni di pratica dove hai potuto seguire l’esempio di genitori eccezionali : amorevoli, premurosi pieni di vita a tal punto da essere contagiosi; questo è un esempio che oggi in qualsiasi parte del globo viviamo dovremo seguire attentamente perché nel mondo esistono persone che soffrono per malattie che l’uomo non riesce a debellare come peste, malaria ecc… per non parlare di quei poveri che nascono con malattie deformanti o disabilitanti dalla nascita ………. per questo un sentito è sincero
GRAZIE per avergli portato un po’ di sollievo e felicità.
                                             
                                   Ora ti saluto, ma non sarai mai dimenticato
                                        Un tuo ammiratore Gio, a presto 

lunedì 23 maggio 2011

Violenza nello sport

  
“Gli stadi calcistici europei assomigliano sempre più ad antiche arene romane”, ha detto la rivista Time in un articolo sui tragici fatti di violenza accaduti lo scorso maggio tra tifosi inglesi e italiani durante la finale della Coppa dei Campioni europea, che hanno provocato 38 vittime. 

La violenza dei tifosi è un problema crescente anche in altre parti del mondo. In maggio a Pechino i tifosi cinesi sono insorti — fracassando autobus, rovesciando automobili e minacciando gli stranieri — dopo che la loro nazionale di calcio era stata eliminata dal campionato del mondo da quella di Hong Kong.

Perché i tifosi perdono il controllo di sé? Le autorità dicono che ciò avviene perché i tifosi sono poveri, frustrati e non preparati ad affrontare una sconfitta o un’umiliazione.

“Ma le considerazioni relative al ceto sociale o economico non sono le motivazioni principali”, ha detto il dott. Jeffrey H. Goldstein, un esperto nel campo della violenza nello sport. 

“È puro e semplice nazionalismo. In un’èra di comunicazioni istantanee la gente rende sempre più spesso gli avvenimenti sportivi internazionali questioni nazionalistiche, ed è istigata dal comportamento della stampa, dei funzionari sportivi, dei politici e degli stessi atleti”. 

Goldstein aggiunge che per i tifosi “gli avvenimenti sportivi internazionali sono divenuti il banco di prova per stabilire se un’ideologia è giusta o sbagliata”.

Anche se il nazionalismo può spingere molti tifosi alla violenza, ricordiamoci che è solo uno sport, divertiamoci quindi in compagnia perché la vita è bella ma anche piena di sofferenze.


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